I cristiani dovrebbero amare anche colui che è malvagio?
Ci viene detto da molte chiese e da pubblicazioni profane che i cristiani devono amare tutti, specialmente coloro che sono “meno fortunati di noi”. Molto spesso nel concetto di “meno fortunati” si includono non soltanto i poveri e i diversamente abili, ma anche i criminali e i degenerati e persino i nemici dei cristiani. Ci è detto che non importa cos’è quella persona o che cosa ha fatto, noi dobbiamo amarla. Questo è un comandamento delle Scritture o si sta dando ai cristiani un avviso che non è contenuto nelle Scritture ? Prendete le vostre Bibbie e seguite insieme a me mentre diamo una risposta alla domanda “i cristiani dovrebbero amare chi è malvagio?”
La risposta più comune a questa domanda al giorno d’oggi sarebbe “Si, si suppone che i cristiani amino tutti”. Se chiediamo quale è l’autorità dietro questo comandamento molti direbbero la Bibbia, o potrebbero dire Gesù Cristo. Alcuni insistono nel dire che non solo noi cristiani dobbiamo aiutare tutti, anche quei popoli o nazioni che stanno uccidendo i nostri fratelli cristiani. Per giustificare quanto detto citiamo i Romani 12:20 "Se dunque il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare."
Con questa frase e con altre simili migliaia di cristiani lo hanno approvato, mentre milioni di tonnellate del nostro grano [l’autore dell’articolo e pastore americano stati unitese] vengono esportati nei paesi comunisti. Gran parte di questo grano viene trasformato in alcool per carburante dei razzi, ma molti cristiani non sanno questo. Loro pensano che serva a sfamare la gente.
In questi recenti anni, poiché la nostra situazione economica peggiora, e più persone sono senza lavoro, c’è un’opposizione crescente verso l’aiuto ai paesi stranieri, specialmente a quei comunisti. Tuttavia, molti preti protestanti ed evangelisti sosterranno l’aiuto per i paesi comunisti citando questo brano. Alcuni si opporranno all’armamento della nostra nazione per difenderci dai nemici, ed all’armamento personale dei nostri cittadini per propria difesa, citando una parte del Romani 12:17
del stesso capitolo; “Non rendete ad alcuno male per male”
e per buona misura aggiungeranno “noi dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi”.
Si tratta di un insegnamento delle Scritture, per cui noi cristiani dobbiamo amare e perdonare e forse aiutare un criminale, un degenerato e anche quelli che ci distruggeranno, o noi cristiani siamo stati depistati attraverso l’errato uso o sbagliato insegnamento di questi brani biblici? Prendete le vostre Bibbie e leggiamo questi ed altri brani più dettagliatamente per determinare che cosa dobbiamo fare e come dobbiamo agire verso colui che è malvagio e verso i nemici delle cristianità, poiché questo argomento è veramente importante per le future azioni ed il benessere dei cristiani, e di questa nazione.
Seguitemi nel leggere Matteo 6. Questo è il “Sermone sulla Montagna” di Gesù Cristo e viene qualche volta usato per convincere i cristiani che loro devono perdonare i malefatti in ogni circostanza. In Matteo 6:14-15, Gesù dice: "Percciochè, se voi rimettete i lor falli, il vostro Padre celeste rimetterà ancora a voi i vostri. Ma se voi non rimettete agli uomini i lor falli, il Padre vostro altresì non vi rimetterà i vostri." Senza ulteriori spiegazioni, ciò sembra dire che prima che i cristiani possano avere una grazia e la misericordia da Dio, devono perdonare agli altri tutti i loro peccati. Se ciò non basta, qualche volta si cita anche Luca 17:3-4, per convincerci che dobbiamo perdonare più di una volta "Prendete guardia a voi. Ora, se il tuo fratello ha peccato contro a te, riprendilo; e se si pente, perdonagli. E benchè sette volte il dì pecchi contro a te, se sette volte il dì ritorna a te, dicendo: Io mi pento, perdonagli."
Se ciò non è abbastanza per chiedere di perdonare, loro possono citare Matteo 18:21-22 : "Allora Pietro, accostatoglisi, disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro a me, gli perdonerò io? Fino a sette volte? Gesù gli disse: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settante volte sette." Alcuni uomini di chiesa liberali e scrittori di alcune pubblicazioni secolari dicono: “Vedete, si suppone che i cristiani devono perdonare ripetutamente”. Tuttavia, loro perdono di vista il centro di questo comandamento cioè chi è la persona che il cristiano deve perdonare, ed ignorano completamente che si richiede il perdono solo quando prevalgono alcune specifiche circostanze. Esaminiamo questi brani più dettagliatamente e cerchiamo di scoprire che cosa Gesù ha insegnato. Io penso che voi vedrete che è abbastanza diverso da quello che le chiese liberali e i nostri propagandisti secolari sostengono.
La persona da perdonare viene identificata in Luca 17:3 nelle stesse parole di Gesù: "Se il tuo fratello ha peccato contro a te" e poi Lui dice, "perdonagli." La persona oggetto della domanda fatta da Pietro in Matteo 18:21 si trova qui proprio per essere vista. "Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro a me, gli perdonerò io?"
Sia Gesù che Pietro stavano parlando degli altri “fratelli cristiani” e non dei non-cristiani.
La parola “fratello” viene usata nel Nuovo Testamento almeno cento volte. Ed ad eccezione di questi pochi casi dove si sta parlando dei fratelli di sangue (cioè figli della stessa madre), significa sempre “credenti in Gesù Cristo”. Questi ministri, e i nostri nemici che affermano che Gesù ha insegnato che i cristiani devono perdonare ai non credenti i loro peccati, stanno insegnando il falso. Ad eccezione di quei brani dove si parla delle parentele di sangue, le parole “fratello” e “confratelli” nel Nuovo Testamento indicano sempre i seguaci di Cristo. Esse non possono essere applicate ai non credenti. Inoltre questi passaggi non sono un comandamento, illimitato e valido per sempre ed in ogni circostanza, di perdonare il nostro fratello cristiano. In entrambi i passaggi c’è qualche cosa di implicato e di affermato che il fratello cristiano deve fare, e la parola è “Pentiti”! Gesù disse a questo fratello "e se si pente, perdonagli." (LUCA 17:3). Nel versetto 4, Gesù ha detto che questo fratello ha detto "mi pento" per sette volte in un giorno; dunque il cristiano deve perdonare sette volte. Gesù non ha insegnato niente di così insensato, cioè che se qualcuno pecca contro di te tu devi perdonarlo. Lui parlava solo dei “cristiani” e il perdono veniva concesso solo se il malfattore si pentiva dei suoi peccati contro di voi. In Matteo 18 Gesù non usa la parola "pentiti" in risposta alla domanda di Pietro. Comunque è chiaramente implicata nel Suo insegniamento, che precede la domanda. Era ovviamente questo insegnamento che incitava la domanda di Pietro.
I versetti che hanno suggerito la domanda sono i versetti 15-17. Leggili con me e poi ho una domanda da farti. Versetto 15: "Ora, se il tuo fratello ha peccato contro a te, va'e riprendilo fra te e lui solo; se egli ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello." (Matteo 18:15). Si tratta di un ammonimento ad un cristiano che fù trattato in modo sbagliato, e comunque rende chiaro che il malfattore in questo caso è anche un fratello cristiano. Poi Gesù dice: "Ma, se non ti ascolta, prendi teco ancora uno o due, acciochè ogni parola sia confermata per la bocca di due, o di tre testimoni." (Matteo 18:16). Dal momento in cui Gesù pronuncia la frase “la sua colpa” è sicuro che Lui intendeva dire che l’altro fratello era in torto. Inoltre, quando Lui usa la frase, “Se lui non vorrà ascoltarti” Lui ovviamente intendeva se lui non vorrà ammettere il suo errore e pentirsi, anche se Gesù non usa affatto la parola “pentirsi”. Dopo che vai dal tuo fratello cristiano con due testimoni senza che si ottenga il riconoscimento del malefatto ed il pentimento, Gesù comanda nel versetto 17: "E s'egli disdegna di ascoltarli, dillo a la chiesa; e se disdegna eziando di ascoltar la chiesa," - dopo di ciò perdonalo comunque perché dopo tutto è un tuo fratello cristiano. Oh, oh, Gesù non disse ciò, vero? No! Gesù disse se il fratello cristiano che ha sbagliato verso di te rifiuta di ammettere il suo errore e di pentirsi dopo che si è parlato in chiesa di ciò: "siati come li pagano, o il pubblicano." (Matteo 18:17).
Non è qualcosa questo? Ci viene detto da chiunque che noi cristiani dobbiamo perdonare tutti e tutto quello che è collegato ai peccati e alle offese verso di noi, ma Gesù non ci ha detto di perdonare un fratello cristiano se lui si rifiuta di pentirsi del suo malefatto.
Certamente non siamo tenuti a perdonare e dimenticare i peccati di un non credente che non si pente nemeno lo dovremo fare verso i peccati di un cristiano che non si pente. Paolo usa una parola ancora più dura di “pagano“ nella sua lettera a Tito, una parola che non sentiamo spesso nella cristianità moderna. Tito 3:10-11: "Schiva l'uomo eretico, dopo la prima e la seconda ammonizione; sapendo che il tale è sovvertito e pecca, essendo condannato da sè stesso." E sicuramente il brano noto dei II Corinti 6: 14-18 che comincia così:
"Non vi accoppiate con l'infedeli; percciochè che partecipazione vi è egli tra la giustizia e l'iniquità? E che armonia vi è egli della luce con le tenebre?" Nel versetto 15 i non credenti sono chiamati infedeli, un’altra parola che non molto spesso si sente ai giorni d’oggi anche se la nostra terra ne è piena.
Noi abbiamo toccato solo pochi passaggi del Nuovo Testamento tramite i quali ci viene ordinato di non avere nessuna amicizia o comunione con gli eretici, i non credenti e gli anticristiani. A discapito di ciò, viene comunemente insegnato in molte chiese e da molti evangelisti, e naturalmente dai nostri nemici, che noi cristiani non dobbiamo parlare contro, od opporci ad evitare ogni qualsiasi unione con i non credenti, ma al contrario dobbiamo amarli, perdonarli quando loro peccano contro i cristiani, e anche aiutarli nelle loro spregevoli opere. Riuscite a capire cosa ci ha fatto questa falsa dottrina dell’amare chiunque e perdonare i peccatori non pentiti? Ci ha resi tolleranti verso ogni forma di male e di malvagi. Al contrario noi dovremmo agire come i nostri predecessori cristiani che non avrebbero tollerato peccati evidenti e non espiati o malvagità nella comunità, e che invece avrebbero punito i malfattori o addirittura avrebbero espulso dalla comunità i peccatori che non si erano pentiti in modo che essi non avrebbero potuto distruggere i cristiani. Noi siamo stati condizionati nell’agire verso il peccato grave. Noi abbiamo accettato senza lamentarci, e tollerato e condonato e giustificato tutte le forme di peccato e di peccatori nei nostri quartieri, nelle nostre città, nei nostri stati e nazioni perché siamo stati erroneamente indotti a pensare che l’eleminare dei malvagi dal paese non sia proprio quello che cristiani dovrebbero fare. Noi siamo stati indotti a pensare che dobbiamo amarli e perdonarli invece di odiarli e deportarli e tutte quelle altre forme di non senso che derivano da un’incomprensione del vero insegnamento di Gesù Cristo. La mancanza di conoscenza sta distruggendo la nostra nazione; a causa della mancanza di conoscenza di quello che la Cristianità è veramente.
Nel corso degli ultimi venti anni, e specialmente in questi ultimi dieci, nella nostra nazione, un gruppo di ministri di chiesa ha dato vita al grido "riportiamo la nazione verso Dio". Loro si oppongono all’aborto, alla pornografia, ai film erotici e così via. I cristiani stanno rispondendo in milioni, cercando le risposte ai problemi del peccato nella nostra terra. Che cosa sta succedendo? Bene, praticamente niente. Anche se questi ministri hanno molti più soldi per andare in tv e alla radio per disapprovare il peccato, essi ancora lasciano ai loro ascoltatori cristiani la falsa dottrina che essi, i cristiani, non devono reagire fisicamente contro i malvagi; ma invece, solo predicare a loro e sperare che essi si cambieranno. Una frase usata molto spesso è “noi dobbiamo odiare il peccato, ma amare il peccatore”.
I nostri predecessori cristiani dei secoli trascorsi obbedivano al vero vangelo di Gesù Cristo. Loro amavano i confratelli, i loro fratelli cristiani, ma non i non cristiani malvagi, e loro impedivano agli anti cristiani e ai non credenti di disgregare le loro terre e il loro popolo. Nel 1600 quando i primi cristiani si insediarono in questo continente [America] essi non avrebbero permesso ai non cristiani di vivere nelle loro colonie. Gli uomini e le donne che commettevano malvagità contro il popolo venivano puniti e se non si fossero pentiti e avessero posto rimedio ai loro comportamenti sbagliati essi sarebbero stati scacciati, esiliati, banditi dalla comunità cristiana (Ecclesia) e li sarebbe stato detto di non farsi ritorno. Anche in questo secolo, fino a meno di 60 anni fa, era comune pratica per le autorità legislative in una comunità di prendere i malfattori e scortarli fino ai confini della comunità o della città e dire loro di andar via. Io personalmente so che questo veniva fatto in molte città anche dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Queste comunità erano così malvagie per fare queste cose? No! Loro stavano proteggendo i loro figli dal male, e non stavano cercando di ottenere il consenso degli anti cristiani, degli assassini, dei ladri, dei sodomasi e dei violentatori. Questi stessi predecessori, citando Le Leggi di Dio per la punizione dei malfattori, uccidevano gli assassini ed i violentatori e punivano quelli che avrebbero distrutto la moralità dei loro figli.
Più recentemente, 30 anni fa, era comune sentire dell’arresto di qualcuno “per aver corrotto la morale di un minore”. Chi può ancor oggi aver notizia di una tale azione? Al contrario sono gli spacciatori di droghe, i produttori e i distributori di film pornografici, i produttori di film erotici, i pervertiti ed i blasfemi che governano il nostro paese. Loro corrompono la mente di milioni di bambini ogni anno, distruggendo la loro moralità e poi le loro vite, senza alcuna punizione. Se i cristiani si sconvolgono veramente e vogliono fare qualcosa, immediatamente il clero e i propagandisti intervengono per ricordarci che, dopo tutto, i cristiani non devono giudicare; Cristiani devono odiare il peccato ma devono amare il peccatore. I cristiani devono perdonare, perdonare e perdonare. In questo modo il male prospera. La verità è decaduta e il male governa la nostra terra. Noi biasimiamo i criminali ed il male per ciò, ma chi deve essere veramente biasimato? Non sono i cristiani che hanno tralasciato i loro doveri verso Gesù, verso il loro paese ed i loro figli? Dopo tutto, sono i cristiani che devono essere una luce nel mondo, non i non cristiani. Sono i cristiani che devono stabilire la loro società che potrebbe essere come un faro posto su una collina, che tutti gli uomini vorranno cercare. Sono i cristiani che devono essere testimoni di Dio per Le Sue Leggi rette ed immutabili. Non c’è nessun luogo in cui La Santa Parola di Dio dia il compito ai pagani e agli infedeli di costruire una nazione retta. Sempre e per sempre, La Sua Parola è per il credente, il seguace di Gesù Cristo.
Io so che si tratta di una tendenza umana quella di biasimare qualcuno per i nostri problemi. Voi mogli sapete come i vostri mariti vi danno molto facilmente la colpa per i problemi a casa. Questo è un tratto del genere umano. Comunque non è un tratto cristiano. I nostri predecessori accettavano le loro responsabilità cristiane e crearono il fondamento per questa nazione benedetta da Dio [l’autore si referisce agli Stati Uniti]. Ora, noi abbiamo abiurato alle nostre responsabilità, abbiamo perfino ceso la nostra nazione ai malvagi ed i loro modi invece di insistere che questa nazione segue Gesù Cristo e il Suo cammino. Si, noi cristiani siamo da biasimare per il nostro stato deplorevole. E se noi siamo da biasimare per la nostra presente condizione, allora forse noi abbiamo bisogno di pentirci dei nostri errori, e riparare, e obbedire a Gesù Cristo. Forse abbiamo bisogno di accettare di nuovo le nostre responsabilità cristiane, e pregare e lavorare e credere come i nostri predecessori hanno pregato, lavorato e creduto che noi dobbiamo essere una nazione cristiana; una luce per le altre nazioni nel mondo. Questa luce si sta rapidamente spegnendo. Ha bisogno di essere rigenerata, altrimenti l’intero mondo sarà ricoperto di tenebre. Noi non possiamo riaccendere se non ci rivolgiamo completamente a Gesù Cristo.
Prima di andare avanti su quale sia la nostra relazione con i malvagi, voglio leggere pochi passaggi nel Nuovo Testamento dove la parola “fratello” viene usata. Questo serve specialmente per i nuovi cristiani che potrebbero ancora pensare che il loro fratello è “l’uomo in genere” piuttosto che “il cristiano in sé”. Ci sono tali passaggi nel Nuovo Testamento. Abbiamo il tempo di leggerne solo alcuni. Gesù usò la parola “fratelli” in Matteo 12 quando rispose alla domanda, "Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli?" La sua risposta era mirata ai Suoi discepoli e dice: "Ecco la madre mia, ed miei fratelli. Percciochè, chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio, che è ne'cieli, esso è mio fratello, sorella, e madre." Ciò era scritto in Matteo 12:48-50 ma viene ripetuto anche in Marco 3:33-35. Negli Atti 9:17 e 22:13, noi troviamo che Saul, un persecutore dei cristiani, era chiamato "fratello Saul" immediatamente dopo la sua conversione. Nei Romani 14 la parola "fratello" è usata cinque volte in riferimento ad un "seguace". In I Corinti 2:1, Paolo si riferise ad lavoratore cristiano dicendo "Sostene, nostro fratello".
In II Corinti 1:1, Paolo scrive di Timoteo "il nostro fratello". Timoteo non era fratello di sangue di Paolo.
Come sostiene, Timoteo era un credente in Gesù. Nel capitolo 2 versetto 13, Paolo chiama Tito, "mio fratello". Ancora una volta la parola "fratello" significa "cristiano". Nel capitolo 8:18, Paolo scrive di una persona sconosciuta in questo modo: "Or noi abbiam mandato con lui questo fratello, la cui lode nell'evangello è per tutte le chiese." Non c'era altri tratti identificativi dell'uomo se non che era un fratello. Perchè era un fratello? Perchè la sua lode era nel Vangelo. Lui era un credente cristiano. Nel versetto 23, Paolo usa il termine "fratelli". E come in tutte le altre parti del Nuovo Testamento si riferisce ai credenti. "Fratello" e "fratelli" sono usati moltissime volte nel Nuovo Testamento. Alcuni li leggeremo in seguito quando parleremo del comandamento di amare il nostro fratello. Dovresti cercare la parola "fratello" e leggerne le definizioni. La parola "fratello" viene usata solo per due cose: un vero "fratello di sangue" e "il fratello cristiano".
E non viene mai usata nel Nuovo Testamento per indicare un "non cristiano". Non lascia che qualcuno ti devii dicendoti che i non cristiani sono i fratelli dei cristiani. La Bibbia non insegna questo.
Qualcuno potrebbe chiedere: " Ma pastore Emry, "non ci è stato comandato, a noi cristiani, di amare il nostro prossimo come noi stessi?". La risposta è "Si". Tuttavia, chi è il nostro prossimo? Bene, questo è stato reso chiaro nel Nuovo Testamento e noi lo leggeremo più tardi, se Dio vuole. Noi troveremo che siccome non tutti sono nostri fratelli così non tutti sono il nostro prossimo. Anche se egli vive vicino alla nostra porta, o vicino ai confini della nostra terra.
IL PROSSIMO
La Parola Santa di Dio dice ai Cristiani che essi devono amare il loro prossimo come se stessi. Gesù diede questo comandamento in Matteo 19:19 e Matteo 22:39, e sia Paolo che Giacomo, lo ripetono nelle loro epistole. Ma, questo comandamento davvero intende che i cristiani devono amare coloro che corrispondono perfettamente alla descrizione che troviamo nelle scritture di "Malvagio"? Essi devono amare i peccatori che non si pentono e che commettono continuamente peccati e malvagità? La risposta è "NO!"; i cristiani non sono tenuti a fare questo.
Infatti, il perdono era concesso solo se il fratello si pentiva del suo errore. Invece, oggi quando la gente cristiana parla contro il peccato e l'iniquità nella loro terra, e suggerisce che il criminale venga punito, gli viene spesso detto: "Oh! Non dovreste provare un simile sentimento, voi dovreste perdonarli. Dopo tutto, se voi siete cristiani, voi dovete amare e perdonare." Dopo loro aggiungerebbero qualc'altro sull'amare il nostro prossimo come noi stessi e che i cristiani si vergognano come se fossero loro i malfattori invece che i criminali. Benchè molti di loro sanno che Dio Onnipotente nelle Sue Leggi aveva ordinato al Suo popolo di giustiziare gli assassini e i violentatori e di chiedere ai ladri di restituire alla vittima da due a cinque volte quello che hanno rubato. La pratica moderna invece di pagare una pena al governo e non alla vittima non è biblica. Questa filosofia dell' "ama e perdona", che è stata inculcata nella mente dei cristiani, evita che essi si oppongano all'obbedienza delle leggi di Dio. Essi sono stati condizionati nel reagire in base alla filosofia dell'amare invece che in base alle leggi della Bibbia.
Subito andremo a capire chi è il nostro prossimo e chi dobbiamo amare come noi stessi. Forse noi possiamo anche scoprire chi è il nostro prossimo nelle Scritture; lui potrebbe non essere nessuno. Forse proprio come la parola "fratello", la parola "prossimo" corrisponde solo a certe persone.
Io ho un articolo, che è stato pubblicato su un giornale dell' Arizona molti anni fa, intitolato "Occhio per occhio, dente per dente". Era stato scritto dopo una serie di interviste a persone i cui parenti erano stati assassinati in Arizona. Lo scrittore era in qualche modo stupito di scoprire che quasi tutti i parenti delle vittime volevano uccidere l'assassino. La propaganda contro la pena di morte al solito sembra essere giusta per gran parte della popolazione; ma quando un proprio caro viene ucciso questa propaganda svanisce nel nulla e i sopravvissuti vogliono che l'assassino venga ucciso. In molti casi essi dicono che vorrebbero molto volentieri sparare all'assassino con le proprie mani o azionare l'interruttore della sedia elettrica, o fare qualsiasi altra cosa utile per ucciderlo. Una donna, la cui unica figlia era stata violentata e poi uccisa, disse: "Io penso che loro dovrebbero sicuramente rinforzare la pena di morte. Io credo che le leggi sono state per molto tempo poco severe. Coloro che sono contro la pena di morte, spero che non si trovino mai al nostro posto."
Altri hanno espresso simili sentimenti. Noi abbiamo stampato di nuovo questo lungo articolo, e poi alla fine abbiamo aggiunto 37 versetti tratti da diversi passaggi di libri biblici sulla Legge che stabilisce la pena capitale come La Legge per il popolo di Dio. Recentemente ho parlato con un avvocato di un altro stato che ha letto alla giuria La Legge di Dio sull'essecuzione degli assassini. Dopo che essi avevano giudicato l'uomo colpevole, la giuria ha raccomandato al giudice di condannare l'uomo alla pena di morte, e così fece il giudice. Quell'avvocato mi disse che lui credeva che la sua lettura della Legge della Bibbia di fronte alla giuria abbia portato alla sentenza di morte. E' vero che, a dispetto della propaganda anti pena di morte, molta gente, appartenente al governo e non, vuole obbedire alla Legge della Bibbia.
Bene, cosa possiamo dire sul fatto di amare il nostro prossimo come noi stessi? Andiamo a Matteo 19 e leggiamo questo passaggio ed altri sul nostro prossimo e scopriremo due cose: Numero 1: Come dobbiamo adempiere al comandamento di amare il nostro prossimo come noi stessi? E numero 2: Chi è appunto il nostro prossimo secondo le scritture In Matteo 19, l’uomo viene da Gesù e chiede "Maestro buono, che bene farò io per aver la vita eterna?" Parte della risposta di Gesù era, "Ora, se tu vuoi entrar nella vita, osserva i comandamenti." E l'uomo dopo chiese, "Quali" e Gesù rispose: "Tu non devi uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non fare falsa testimonianza, onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso. "
Molti cristiani riconoscono i primi cinque di questi comandamenti come il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono e il quinto comandamento. Tuttavia, molti pensano che l'ultima frase "ed ama il tuo prossimo come te stesso" è stata aggiunta da Gesù Cristo. Questo non è vero. Essa proviene dagli originali dieci comandamenti nel Vecchio Testamento, e io vi lo dimostrerò in breve. Andiamo a Matteo 22; qui Gesù diede molta più enfasi a questo comandamento di amare il proprio prossimo, facendolo sembrare più importante degli ultimi sei contenuti negli originali dieci comandamenti.
Qui, in versetto 36 da Matteo 22, vene chiesto a Gesù, "Maestro, quale è il maggior comandamento della legge?" E Gesù rispose "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la mente tua. Quest'è il primo, e il gran comandamento." (MATTEO 22:37-38). Tuttavia Gesù non si fermò qui ma continuò: "E il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge, ed i profeti." (MATTEO 22:39-40).
Per aiutarci a capire quello che Gesù intendeva, visto che sembra che Egli riassunto i dieci comandamenti solo in due frasi, andiamo a vedere i dieci comandamenti nell' Esodo 20. Voi vedrete che i dieci comandamenti sono di due diversi tipi. I primi quattro definiscono la relazione tra l'uomo e Dio, e gli ultimi sei definiscono la relazione tra uomo e uomo. I primi quattro sono : No.1) non avere altri dii. No.2) non adorare immagini pagane No.3) non pronunciare il nome di Dio invano No.4) ricordati di santificare la Domenica. Questi quattro hanno a che fare con la relazione Dio-uomo. Mentre i restanti con la relazione uomo-uomo: No.5) "Onora tuo padre e tua madre." No.6) "Non uccidere", che fu espresso da Gesù come: "non commettere assassini" (MATTEO 19:18), che è più corretto. No.7) "non commettere adulterio." No.8) "non rubare" No.9) "non fare falsa testimonianza CONTRO IL TUO PROSSIMO", e No.10) "Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupir la moglie del tuo prossimo; nè il suo servo, nè la sua serva, nè il suo bue, nè il suo asino, nè cosa alcuna che sia del tuo prossimo."
Ora leggendo quei dieci comandamenti noi possiamo vedere che quando Gesù ha dato solo due comandamenti, Lui ha realmente condensato tutti i dieci comandamenti in due frasi: I primi quattro comandamenti che stabiliscono la giusta relazione tra Dio e l'uomo li ha riassunti dicendo: "Ama il Signore Tuo Dio con tutto il tuo cuore, e con tutto il tuo spirito, e con tutta la tua mente." Se un uomo dovesse fare tutte queste cose, lui sicuramente non dovrebbe avere altri dii, non creerebbe idoli terreni, non pronuncerebbe il nome di Dio invano, rispetterebbe la Domenica.
Gli ultimi sei comandamenti che si riferiscono alla retta relazione tra uomo e uomo, sono stati così riassunti da Gesù: "Ama il tuo prossimo come te stesso." Con questo Gesù intendeva di amare veramente il vostro prossimo come voi stessi, voi dovreste onorare vostro padre e vostra madre, non dovreste uccidere, non dovreste commettere adulterio, non dovreste rubare, non dovreste testimoniare il falso contro il vostro prossimo e sicuramente non dovreste desiderare la moglie di altri o i possedimenti altrui. Gesù non ha cancellato nessuno dei Dieci Comandamenti. Lui stava verificando tutti quei comandamenti. Egli li affermò tutti in sole due frasi, ciascuna per ognuno dei due tipi. Poi quando Egli aggiunse: "Su questi due comandamenti si regge tutta la legge dei profeti", Lui ovviamente intendeva dire che queste tue suddivisioni dei Dieci Comandamenti supportano tutta La Legge e i profeti.
E lo fanno veramente. Le altre due parti della Legge nei libri di Mosè, gli statuti e i giudizi, sono tutti basati e si sorreggono sui dieci comandamenti originali. Inoltre, tutti i messaggi dei profeti che venivano da Israele erano basati sugli stessi dieci comandamenti, per cui tutti portavano l'unico messaggio a Israele: Obbedisci alle Leggi di Dio!
E' ovvio che molti cristiani sono stati deviati nel pensare che Gesù in qualche modo, all’interno di questo brano, abbia messo da parte gli originali dieci comandamenti ed abbia istituito una qualche forma di legge esoterica rappresentata dalla frase "Tutto quello che voi dovete fare è amare Gesù e il vostro prossimo"; in quanto ciò non è altro che il riassunto e la sostanza di una predicazione moderna. Non molto spesso sentiamo parlare del grido dei vecchi profeti di Israele al loro popolo: "Allontanatevi dalla vostra vita peccaminosa, dalla vostra trasgressione, tornate indietro ed obbedite ai Santi Comandamenti di Dio."
Al contrario sentiamo parlare di come noi dobbiamo amare Gesù, di come noi dobbiamo portare in noi lo Spirito, e di come noi dobbiamo amare i peccatori, i malvagi e gli ingiusti. Questo genere di predicazione moderna ha deviato molte persone nel far credere che se essi feccero l’esperienza di qualsiasi legame emozionale verso Gesù e verso tutti gli altri esseri umani, questo sia abbastanza per compiere il comandamento di Gesù di "Amare Dio e di amare il loro prossimo come se stessi". Non è stato loro detto, nè essi lo hanno scoperto, che se essi amano veramento Gesù essi dovrebbero obbedire ai Suoi comandamenti. Gesù disse in Giovanni 14:15, "Se voi mi amate, osservate i miei comandamenti." In 1.Giovanni 2:3-4 troviamo: "E per questo conosciamo che noi l'abbiamo conosciuto, se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: Io l'ho conosciuto, e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo, e la verità non è nel tale." E ancora Giovanni scrisse in I Giovanni 5:3, "Perciocchè questo è l'amore di Dio, che noi osserviamo i suoi comandamenti." Questo sembrerebbe dire che un cristiano che professa la sua fede e proclama di amare Gesù ma che rifiuta di obbedire ai comandamenti di Dio non è un cristiano. Pertanto, i cristiani dovrebbero sapere che se loro amano il loro prossimo veramente, devono obbedire ai comandamenti divini che Egli ha dato per la loro relazione con il prossimo. Ciò significa che essi devono onorare il padre e la madre quando sono vecchi e non dovrebbero aspettare che i loro vicini dovrebbero pagare tasse sul loro lavoro in modo che il sistema sociale ne prende cura. Ciò significa che essi non dovrebbero uccidere il loro prossimo, nè direttamente nè avvelenandolo con pesticidi, bruciandolo con radiazioni, nè per negligenza. Ciò significa che essi non dovrebbero rubare, nè scansare lavoro se essi sono degli impiegati, nè dando loro delle paghe molto basse se essi sono i titolari, nè chiedendo prezzi esorbitanti per le loro merci da vendere, nè praticando l'usura sui debiti, nè in nessuno delle altre migliaia di modi di rubare ai nostri giorni. Essi dovrebbero, certamente, non mentire al conto del proprio prossimo, nè pugnalarlo alle spalle, nè vociferare, nè testimoniare il falso, e quant'altro. E sicuramente essi non dovrebbero desiderare la moglie di altri nè altrui possedimenti. Quest'ultima cosa è molto significativa, per i milioni di cristiani oggi giorno, che non dovrebbero nemmeno pensare di rubare direttamente però spingono a farlo per proprio conto. In che modo compiono queste azioni? Bene, lo fanno permettendo ai loro rappresentanti di chiedere del denaro con la forza al loro prossimo e dandolo ad altri che non lo hanno guadagnato con il lavoro. Inoltre, loro approvano ogni sotra di leggi onerose e non giuste imposte al loro prossimo attraverso servitori pubblici sotto la maschera di voler aiutare o proteggere qualcun'altro. Essi erroneamente pensano che questa è un'evidenza dell'amore. Ma essi non capiscono che il loro fallibile concetto di "ama il tuo prossimo" attualmente crea solo delle gravi ingiurie al prossimo. Se essi baserebbero la loro relazione con il prossimo sugli ultimi sei comandamenti, gli infallibili concetti di Dio su come dobbiamo amare il nostro prossimo, essi non lo ingiurerebbero in alcun modo. Invece gli farebbero solo del bene.
Se loro amassero veramente il loro prossimo, piuttosto che dire parole voute, essi non solo lo tratterebbero nel rispetto dei precetti divini, ma pregherebbero e lavorerebbero affinchè questi stessi precetti possano diventare la legge del paese cosicchè tutti i loro prossimi possano beneficiarne.
Io mi rendo conto che per alcuni di voi tutto ciò potrebbe essere noioso – in effetti non é molto romantico - poichè amare il vostro prossimo non è così emotivamente interessante di quanto lo sia inviare 10 dollari ad un orfano sconosciuto in un paese lontano. Ma mi chiedo come è possibile che molti di noi siano stati indotti a credere che facendo del bene a qualcuno oltro lontano da noi possa scusarci del male fatto permettendo che si facesse del male contro il nostro prossimo definito nelle Scritture attraverso la negligenza nei confronti dei comandamenti di Gesù. Pensiamo appunto al male che noi tutti facciamo al nostro prossimo quando non insistiamo sul rafforzamento delle leggi di Dio da parte del governo. Noi permettiamo che i violentatori e gli assassini vivano liberamente, e possano violentare o uccidere il nostro prossimo. Noi permettiamo che si uccida attraverso l'aborto di milioni di bambini ogni anno, mentre i nostri scienziati gridano contro l'uccisione delle balene. Noi perdiamo un altro milione dei nostri figli ogni anno a causa degli spacciatori di droga, degli venditori di alcolici, mentre noi preghiamo dai nostri pulpiti a proposito dell’amare il nostro prossimo. Recentemente noi abbiamo spedito decine di migliaia di figli alla loro morte, ed abbiamo causato la mutilazione di centinaia di migliaia dei figli del nostro prossimo nel corso di guerre in suolo straniero senza mai alzare il grido: “Questo avviene nella violazione delle Leggi di Dio”. Se amare il nostro prossimo significa obbedire alle Leggi di Dio, guarda come noi non amiamo il nostro prossimo nell’ambito economico. A causa del falso insegnamento delle Leggi di Dio noi permettiamo a coloro che prestano soldi di praticare l’usura cosa che è vietata da Dio, e poi mentre questi criminali usurai derubano il nostro prossimo della sua casa, delle sue fattorie e del suo lavoro, noi stiamo in disparte e diciamo a tutti quanto noi amiamo Gesù ed ancora insistiamo nel dire che noi amiamo il nostro prossimo. Paolo scrisse in I Timoteo 5:8: "Che se alcuno non provvede ai suoi, e principalmente a que' di casa sua, egli ha rinnegata la fede, ed è peggiore che un infede." Non cattivo come un infedele, ma peggiore. Attraverso la nostra volontaria violazione delle Sante Leggi di Dio, noi non provvediamo alla sicurezza ed alla difesa dei nostri stessi parenti, del nostro stesso prossimo.
Malgrado le nostre dimostrazioni di fede in Gesù, le nostre azioni provano che le nostre parole sono senza significato. Noi siamo peggiori degli infedeli che almeno cercano a prendersi cura di se stessi. Si, è piuttosto semplice vedere come un insegnamento dell’amore erroneo e deviato possa nascondere la reale verità, ossia che l’obbedienza alle Leggi di Dio è il fondamento di ognuna relazione corretta tra uomini che include: l’amare il tuo prossimo come te stesso. Io ho previsto di andare a vedere le stesse parole di Gesù nel Nuovo Testamento per provare che il tuo prossimo non è un certo qualcuno, né certamente chiunque, ma ce ne occuperemo più in là.
Se noi siamo stati tratti in inganno da uno sbagliato insegnamento su chi è il nostro fratello, sul fatto che noi dobbiamo amare il nostro prossimo, forse noi dobbiamo imparare ad amare perfino i nostri nemici. Forse noi possiamo far coincidere questo comandamento con le parole di Giovanni in II Giovanni "Se alcuno viene a voi, e non reca questa dottrina, non lo ricevete in casa, e non salutatelo. Perciocchè, chi lo salute partecipa le malvage opera d'esso." (II GIOVANNI 10,11). Ed anche con le parole di Re Davide nel Salmo 139, "O Signore, (Yahweh) non odio io quelli che t'odiano? ... Io li odio d'un odio perfetto; Io li ho per nemici." (SALMO 139 : 21- 22).
AMARE I NEMICI
Non troverai nessun passaggio nelle Scritture dove si comanda ai cristiani di chiamare tutti con il termine “fratello” o “fratelli”, ad eccezione delle parentele di sangue o dei fratelli cristiani. La cosiddetta “fratellanza dell’uomo” non è una dottrina biblica; è una dottrina di coloro che vorrebbero distruggere la cristianità fondendola con altre religioni, corrompendo i cristiani con dottrine pagane e rovinando la pura educazione cristiana, o eventualmente distruggendo il governo cristiano introducendovi le leggi umane piuttosto che la fede in Gesù Cristo e Le Leggi di Dio.
Prima abbiamo letto alcuni passaggi che verificano che noi dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi, e noi abbiamo visto che era un comandamento del Vecchio Testamento così come del Nuovo Testamento. Noi inoltre abbiamo scoperto che il comandamento "ama il tuo prossimo come te stesso," era il riassunto degli ultimi sei degli originali dieci, quelli che hanno a che vedere con la relazione tra uomo e uomo. Gesù aveva riassunto i primi quattro, quelli che ordinano ad Israele di avere un unico Dio, nella frase, "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la mente tua." (MATTEO 22: 37). Dopo Lui disse che il secondo comandamento era, "Ama il tuo prossimo come te stesso." Lui stava riassumendo sei degli originali dieci comandamenti, quelli che hanno a fare con la definizione della giusta relazione tra uomo e uomo. Per amare veramente il nostro prossimo non dobbiamo ucciderlo; non dobbiamo commettere adulterio; non dobbiamo derubarlo; non dobbiamo fare falsa testimonianza contro di lui, cioè non dobbiamo mentire su di lui; non dobbiamo desiderare sua moglie o i suoi possedimenti, e naturalmente noi dobbiamo onorare nostro padre e nostra madre, per il nostro bene in modo che essi non divengano un peso per il nostro prossimo. Se noi obbedissimo a questi comandamenti non faremmo del male al nostro prossimo. Noi “lo ameremmo come noi stessi”.
Per dare maggior prova di questo principio biblico, leggerò alcuni passaggi nel Nuovo Testamento a proposito dell’adempimento della Legge. Alcune persone che professano contro La Legge menzionano questi passaggi e cercano di provare che adempiere alla Legge significa porvi fine. Prima di ritornare sulla parola “prossimo”, leggiamo alcuni versetti tratti dalla Legge della Bibbia sulla pena capitale: "Chi avrà percosso un uomo, sì che egli ne muoia, del tutto sia fatto morire." (ESODO 21:12). Questa è la legge per quelli che rapiscono per ottenere un riscatto: "Parimente, chi avrà rubata una persona, o sia che l'abbia venduta, o che gli sia trovata in mano, del tutto sia fatto morire." (ESODO 21:16). Dio proibisce che venga pagata una ammenda per riscattare l’imprigionamento e i danni così da liberare l’omicida dalla morte. "E non prendete prezzo di riscatto per la vita dell'ucciditore, el quale è colpevole, e degno di morte." Questo è in Numeri 35 versetto 31. Il comandamento, “non praticate la legge del auto risarcimento”, è riferito alla pratica comune tra i pagani che un omicida potesse pagare una somma di denaro ai parenti delle vittime ed essere poi libero. Dio non permette al Suo popolo di prendere parte in una simile pratica orribile, ma ordina che gli assassini vengano puniti. Nel Deuteronomio 19 Dio ci dice che il nostro benessere, in qualità di popolo, richiede l’esecuzione degli assassini: "L'occhio tuo lo non risparmi; e togli via d'Israele la colpa del sangue innocente; ed e' ti sara bene." (DEUT ERONOMIO 19:13).
E’ possibile che molti dei nostri problemi nazionali di oggi siano derivati dal nostro rifiuto di obbedire a questi ed ad altri comandamenti di Dio Onnipotente? Nel passato, tutte le nazioni cristiane praticavano l’esecuzione degli assassini. Ora noi siamo stati portati a credere dalle false dottrine che le nostre nazioni non devono obbedire alle Leggi di Dio. E in questo modo noi patiamo le conseguenze della disobbedienza.
Bene, torniamo al Nuovo Testamento. Per primo leggiamo nei Romani 13:8 e in Giacomo 2:8 che sono qualche volta usati per insegnare tutta La Legge a cui i cristiani dovrebbero obbedire sia semplicemente quella di amare tutti gli uomini: "Non dobbiate nulla ad alcuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perciocchè, chi ama altrui ha adempiuta la legge." (ROMANI 13:8). "Se invero voi adempiete la legge reale, second la scittura: Ama il tuo prossimo, come te stesso, fate bene." (GIACOMO 2:8). Presi da soli, questi brani sembrano dire che tutto quello che i cristiani devono fare è avere un certo coinvolgimento emotivo verso il loro prossimo, un certo amore tra vicini, e che essi in questo modo hanno fatto tutto quello che la Legge di Dio richiede.
Tuttavia, andiamo a leggere questi versi associandoli ad altri e vedremo che emerge un diverso significato. "Non dobbiate nulla ad alcuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perciocchè, chi ama altrui ha adempiuta la legge." (ROMANI 13:8). Questa non era la fine del pensiero espresso: "Poichè questi comandamenti: Non commettere adulterio, Non uccidere, Non rubare, Non dir falsa testimianza, Non concupire, e se v'è alcun altro comandamento, sono sommariamente compresi in questo ditto: Ama il tuo prossimo come te stesso." (ROMANI 13:9).
Quando leggi entrambi i versetti è facile capire che Paolo stava dicendo “colui, che ama un’altra persona, rispetta La Legge obbedendola”, e poi egli elenca quello a cui i cristiani devono obbedire: La Legge. È quello che la frase “Poichè questi comandamenti” intende. Essa potrebbe essere parafrasata in questo modo: "Per fare amare il tuo prossimo, tu devi non commettere adulterio, non uccidere, non rubare e così via. In altre parole: tu devi obbedire La Legge."
Questo è quello che abbiamo scoperto prima. Obbedire ai comandamenti di Dio verso il vostro prossimo era l’azione che provava il vostro amore cristiano. Se tu affermasti di amarlo, e poi lo abusasti fisicamente, derubandolo, o desiderando le sue proprietà, o permettendo ad altri di fare queste cose disobbedendo alle Leggi di Dio, ciò non sarebbe affatto amore. Per tale motivo leggiamo: "Che se un fratello, o sorella, son nudi, e bisognono del nudrimento cotidiano; ed alcun di voi dice loro: Andatevene in pace, scaladatevi, e satollatevi; e voi non date loro i bisogni del corpo; qual pro fate loro? Cosi ancora la fede a parte, se non ha le opere, è per se stessa morta." (GIACOMO 2:15-17). Lo stesso è valido per il concetto di amore. Mettiamo insieme le parole di Giacomo e di Paolo: “se tu dici di amare il tuo prossimo, ma non fai nulla di buono per lui, non ti trattieni da fargli del male, quale profitto ne deriva? In tal modo, l’amare il tuo prossimo se non viene praticato, si annienta”.
Lasciami introdurre una domanda: Quale pensate che sia una vera manifestazione di amore fraterno? Salvare gli assassini, i violentatori, i pedofili, dalla pena capitale in maniera tale che essi possano fare del male al nostro prossimo ed ai suoi bambini come gli pare, oppure potremmo mostrare un genuino amore cristiano verso il nostro prossimo sentenziando gli assassini, i violentatori e i pedofili alla morte e salvando quindi da essi il nostro prossimo? Dire che noi amiamo il nostro prossimo e poi trasferire questo amore verso coloro che distruggono il nostro prossimo, non è per niente amore cristiano. E’ pazzia.
Dio condanna tale assurdita quando dice ad un popolo ribelle: "E mi profanereste voi inverso il mio popolo, per delle menate d'orzo, e delle fette di pane; facendo morir le anime che non devono morire, e facendo viver l'anime che non devono vivere, mentendo al mio popolo, che ascolta la menzonga?" (EZECHIELE 13:19).
Dio dice che quando Israele mantiene in vita coloro che dovrebbero morire uccidendo invece quelli che dovrebbero continuare a vivere, non ha fatto altro che infangare Dio profanandoLo tra il Suo popolo. Quanta disobbedienza! Noi oggi dimostriamo la stessa disobbedienza quanto sventoliamo la falsa bandiera che dice “Noi dobbiamo amare tutti, anche quei criminali che distruggono il nostro prossimo e i suoi figli”. Noi abbiamo amato i nemici del nostro prossimo piuttosto che il nostro prossimo. Ritornando ai Romani 13, dopo che Paolo ha detto che noi dobbiamo ubbidire ai comandamenti come prova del fatto che noi amiamo il nostro prossimo, egli conclude: "La carità non opera male alcuno contro al prossimo; l'adempimento adunque della legge è la carità." (ROMANI 13:10). Ancora una volta, per renderla più chiara noi potremmo parafrasare la frase in questo modo: “L’amore non fa del male al prossimo, perché amare significa rispettare La Legge.”
Quale legge? La legge che Paolo ha elencato nei versetti precedenti: ossia i Comandamenti.
In questo momento il Pastore Emry non sta affatto insegnando come ottenere la salvezza attraverso l’obbedienza alla Legge. La salvezza non deriva dall’obbedienza alla Legge; essa non è mai derivata dall’obbedienza alla Legge del Vecchio Testamento. Abramo e tutti i padri israeliani furono salvati dalla fede, dal credere in Dio, e non dalla loro obbedienza. Né la salvezza deriverà in futuro dall’obbedienza alla Legge. La salvezza è un dono gratuito di Dio. Essa si ottiene per grazia e non per le nostre opere. Ma quello di cui noi stiamo parlando ora non è la nostra salvezza, ma la nostra corretta relazione durante la vita terrena con ciò che è chiamato il nostro prossimo e nostro fratello. Ciò deriva solo da una cosa, l’obbedienza ai precetti su ogni relazione, chiamata La Legge di Dio. Ecco alcune altre prove che confermano che compiere La Legge significa obbedirLa. Gesù disse: "Non pensate ch'io sia venuto per annullar la legge od i prefeti; io non son venuto per annullarli; anzi per adempierli." (MATTEO 5:17). Tanto che Egli negò che avrebbe posto fine e distrutto La Legge, Egli ha per froza inteso che era venuto per compiere La Legge, per obbedirLa. E sappiamo che Egli lo fece perché Gesù era senza peccato. Poichè peccato equivale alla violazione della Legge, ciò significa che Gesù non La violò. Piuttosto, Egli rispettò La Legge, la obbedì, La compì.
Tornando indietro ai Romani, Paolo conclude quel capitolo con questa esortazione: "Anzi siate rivestiti del Signor Gesù Cristo, e non abbiate cura della carne a concupiscenze." (ROMANI 13:14). Potresti inserire in questa frase la parola “fare” e leggeresti “Non abbiate cura della carne a (fare) cupiscenza”. Si otterrebbe il senso reale della frase. Puoi anche sostituire la parola “fare” con la parola “compiere”, “facendo” con “compiendo”, o “fatto” con “compiuto”. Ecco qualche altro esempio: "Oro io dico: Camminate secondo lo Spirito, e non adempiete la concupiscenza della carne." (GALATI 5:16); "Oro io dico: Camminate secondo lo Spirito, e non (fate) la concupiscenza della carne." "Portate i carichi gli uni degli altri, e così adempiete la legge di Cristo." (GALATI 6:2); "Portate I carichi gli uni degli altri, e così (farete) la legge di Cristo." "Or tutto ciò avvenne, acciochè si adempiesse quello ch'era stato ditto dal Signore, per lo prafeta, dicendo..." (MATTEO 1:22), e così via. I traduttori hanno usato la parola “adempiuto” al posto della parola “fatto”. Per esempio, "…Acciochè si adempiesse quello che fu detto dal Signore..."; nello stesso modo, "... Acciochè si adempiesse (facesse) quello che fu detto dal Signore..." (MATTEO 2:15), o, "Acciochè si adempiesse (facesse) ciò che fu detto dal profeta Isaia dicendo..." (MATTEO 8:17).
Ci sono altri 35 brani nel Nuovo Testamento dove la parola “fatto” può essere sostituita dalla parola “adempiuto”. Potresti leggerli. Io sto battendo molto su questo punto per essere sicuro che quando tu leggi che qualcuno ha compiuto La Legge, non significa che egli vi abbia posto fine.
Significa semplicemente che lui l’ha compiuta, ha obbedito alla Legge. Se capisci ciò e leggi quello che scrisse Paolo nei Romani 13: "…l'adempimento adunque della legge è la carità." (ROMANI 13:10), saprai che lui definitivamente, assolutamente, incondizionatamente e positivamente stava dicendo che “Amare significa fare ed obbedire alla Legge di Dio”. Adesso se qualsiasi modernista o teologo liberale o un qualsiasi professore universitario anti-cristiano venga da te e dichiari: “Tutto quello che i cristiani devono fare è amare, amare, amare” oppure “I cristiani non devono obbedire alle Leggi di Dio, ma devono solo amare”, saprai che questa persona è un ingannatore e che il vero amore cristiano consiste nel compiere od obbedire alla Legge di Dio. Cerca le parole “compiere” e “compiuto”, in una concordanza della Bibbia e leggi tutti passaggi rispettivi. A questo punto concludiamo il discorso su fare od obbedire alla Legge di Dio sicome sul vero amare del nostro prossimo come noi stessi. Adesso cerchiamo a capire chi è il nostro prossimo.
Abbiamo visto che La Legge di Dio ci richiede di condannare a morte ed essecutare quelli che uccidono il nostro prossimo e i figli del nostro prossimo, altrimenti neghiamo il nostro amore al prossimo. Perció è difficile che gli assassini siano i nostri prossimi nelle scritture, vero? Chi è il nostro prossimo secondo la Bibbia? Andiamo a Luca 10; dove Gesù raccontò la storia del buon samaritano specificamente per rispondere a proprio questa domanda. L’avvocato chiese a Gesù nel versetto 29 “Chi è il mio prossimo?”, ed ecco la risposta di Gesù: "E Gesù, replicando, disse: un uomo scendeva di Gerusalemme in Gerico, e si abbattò in ladroni; i quali, spogliatolo, ed anche dategli di molte ferite, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Or a caso un sacerdote scendeva per quella stessa via; e, veduto colui, passò oltre di rincontro. Simigliantemente ancora, un Levita, essendo venuto presso di quell’luogo e, vedutolo, passò oltre di rincontro. Ma un Samaritano, facendo viaggio, venne presso di lui; e, vedutolo, n'ebbe pieta. Ed accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell'olio, e del vino; poi lo mise sopra la sua propia cavalcatura, e lo menò nell'albergo, e si prese cura di lui. E il giorno appresso, partendo, trasse fuori due dinari, e li diede all'oste, e gli disse: prenditi cura di costui; e tutto ciò che spenderai di più, io tel renderò quando io ritornerò." (LUCA 10:30-35). Questa era la fine della storia, ma poi Gesù aggiunse: "Quale adunque di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che si abbattè ne'ladroni? Ed egli disse: Colui che usò misericordia inverso lui. Gesù adunque gli disse: Va', e fa' tu il simigliante." (LUCA 10:36-37).
Gesù affermò la sua risposta. Ma se chiunque fosse il nostro prossimo, potrebbe dunque essere che tutti gli uomini siano i prossimi dell’uomo ferito? Allora non tutti sono il nostro prossimo. Gesù non incluse i ladri nella sua argomentazione, anche se erano probabilmente abitanti locali. Ma essi non ricevevano nessuna attenzione come prossimi. Vediamo ancora chi erano quelli che furono esclusi dalla lista: un prete ed un Levito. Certamente la loro posizione nella comunità li rendeva “prossimi” secondo Le Scritture? No! Solo colui che ha dato aiuto all’uomo ferito, solo colui che ha obbedito alla Legge di Dio era il suo prossimo.
La parola "prossimo" così come fu usata da Gesù nel caso del Samaritano, si riferiva solo al suo carattere ed alle sue azioni, e non alla sua residenza; ciò risulta chiaro dalla storia. Essa dice che il Samaritano era un viaggiatore e che egli era così lontano da casa e dovette portare l'uomo ferito presso l'ausilio ospedaliero locale per curarlo, e poi lo doveva lasciare presso l’ospite. Ovviamente il Samaritano non viveva in zone molto vicine, ma lui era l'unico ad essere chiamato "prossimo". La parola "prossimo" così come la parola "fratello" viena attribiuta solo a quelle persone dall'animo buono, a quelle che fanno azioni cristiane, a quelle che si curano delle persone bisognose con un atteggiamento conformo alla Parola di Dio. Non possiamo chiamare con la parola "nostro prossimo" gli assassini, i ladri, i preti disobbedienti o i Leviti. E sicome cristiani sono chiamati ad amare solo il loro prossimo, nè Gesù nè i suoi discepoli hanno mai ordinato di amare i malvagi e i disonesti.
Sicuramente qualcuno potrebbe domandare: "Pastore Emry, che cosa si può dire su Matteo 5? Rivolgere l'altra guancia; lasciare eziandio il mantello se alcuno vuol contenderti la tunica; percorrere un altro miglio in più insieme a qualcuno che ti ordina di farlo?" Colpire un uomo sul viso non è un'assalto mortale fatto con l'intendo di mutilarlo o di ucciderlo. Era piuttosto un modo molto comune usato per salvare l'onore di qualcuno contro un'altra persona che lo aveva insultato o ferito. Gesù diceva ai suoi seguaci: se voi avete fatto del male ad un uomo, e lui vi accusi schiaffeggiandovi, non rispondete con un invito a duello, come fanno i pagani, ma giratevi e riconoscete il vostro errore. Se siete sottosposti alla legge e perdete il vostro mantello, sicuramente voi siete quelli in colpa. Gesù dice ai suoi seguaci: se vi è stato detto che per legge voi dovete risarcire un'altra persona, pagategli più di quanto gli dovete, pagate più di quanto la legge vi impone. Qualcuno ti ha mai ordinato di percorrere un miglio in più? Potrebbe essere accaduto che quando era in vigore la legge romana, un soldato romano avesse ordinato ad un cittadino di trasportare i suoi bagagli fino ad un miglio. Quali sono dunque le istruzioni da seguire in questo caso? Semplicemente questo: Cristiani, fate più di quel che vi chiedono. Percorrete questo miglio in più. Gesù diceva ai suoi seguaci: Fate più bene di un non credente.
Nessuno di questi casi tratta di pericolo mortale, di rapina o di persecuzione fisica. Gesù non ci sta comandando di accettare qualsiasi attacco contro la nostra persona o la nostra famiglia senza opporre resistenza. Questo non è per niente la posizione del discorso in Matteo 5. La tragedia è che così tanti falsi insegnati fra di noi provano ad usare questi brani per fare i cristiani diventare pacifici che non si difendono. Ma in questo modo loro impediscono che i cristiani fermino gli anti cristiani e gli assassini che vivono tra di noi. Loro ci portano in maniera ingannevole a credere che Gesù ci ha detto che noi dobbiamo amare chi è malvagio, ma che noi non dobbiamo fare resistenza alle sue azioni malvagie. Ma Gesù non ha mai detto una tale cosa. Gesù non ha ordinato che i cristiani devono amare colui che è malvagio. Certamente quando ai cristiani viene detto in II Corinzi 6, "per non essere aggoigati insieme ai non fedeli, per non avere nessuna relazione con i disonesti, e per distaccarsi da loro per esserne separati e per non toccare ciò che non è puro," noi saremmo dovuti capire che è sbagliato accettare la falsa filosofia secondo cui Gesù ci ha ordinato di amare, perdonare e proteggere e difendere i malvagi. No! Cristo ordina che i cristiani amino, perdonino, proteggano e difendano i loro fratelli, e confratelli, il loro prossimo, i cristiani stessi! Dio ci aiuti a fare ciò!
Brono : Pastor Sheldon Emry, America’s Promise Ministries, PO Box 157, Sandpoint, ID 83864, USA
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